Rutelli lascia il Pd?: "Percorso diverso, con persone diverse"

 

     "Mettiamo insieme le persone che vogliono ragionare e che vogliono costruire insieme un’offerta politica all’altezza delle grandi difficoltà e anche delle grandi capacità che ha l’Italia". Così Francesco Rutelli, dal palco del Teatro Franco Parenti, spiega quali potranno essere i prossimi scenari della politica. Dopo le frasi apparse sulla possibile uscita dal Pd per un’alleanza con Casini, Rutelli frena ma senza fornire molti dettagli. Si limita a ripetere che c’è bisogno di "iniziare un tragitto differente, unendo persone diverse". "Lo dico pubblicamente. In qualunque iniziativa dovesse nascere, non sarò – puntualizza – colui che la incarna e che la rappresenta, ma mi metterò al servizio di un trasparente tentativo di dare a questo Paese un’offerta politica che permetta di governare l’Italia, domani o dopodomani, senza lasciarla nelle mani di un populismo che sta logorando irrevocabilmente il Paese, l’economia, la società, lasciando crateri e non orizzonti per il futuro della politica".

     "La risposta della politica che si limita a dire, da una parte c’è la destra e dall’altra c’è un centrosinistra, che fondamentalmente ripercorre le strade del passato, trascura la gravità di uno scenario come quello che si sta realizzando sotto i nostri occhi". Per questo motivo, secondo Francesco Rutelli, c’è bisogno di "iniziare un tragitto differente, unendo persone diverse, che hanno culture diverse e la capacità di mettersi al servizio del cittadino operosamente". Rutelli cita poi una frase di Aldo Bonomi per spiegare a chi si rivolge: "l’Italia operosa e non l’Italia del rancore". Francesco Rutelli spiega così le sue dichiarazioni, apparse lunedì, su una possibile uscita dal Pd di Bersani. Anche se sulle alleanze future al momento non si sbilancia. Rutelli sottolinea che il Paese si trova in grande difficoltà economica e sociale e che c’è "uno spostamento politico di cui gran parte dei cittadini non si accorge, calati come sono nel conflitto in corso nel Paese.
     Il centrodestra – ha aggiunto Rutelli – diventato destra e il centrosinistra, imperniato sul Partito democratico che ritrova le sue fondamentali ragioni di sinistra riformista, alleato con il movimento dipietrista, comportano che l’offerta politica del nostro Paese sia cambiata da persone di buona volontà e di razionalità, consapevoli che c’e’ un altro grande rischio davanti a noi: che l’Italia si divida oltre alle mille microfratture che si registrano ogni giorno. Prevedo che di fronte alla Lega che diventa il contraente decisivo della destra al nord, potremmo avere in tempi molto rapidi la nascita di un partito del sud. Se avremo un cambiamento dello scenario politico italiano tutto interno alle file della destra, un centrosinistra, che diventi sinistra, non avrebbe parole decisive da spendere e si ritroverebbe in minoranza".

     "Qualunque cosa accada nei prossimi mesi, io mi aspetto una sorpresa positiva da Bersani". Da Francesco Rutelli arriva una manifestazione di stima per il neosegretario Pd, nonostante le perplessità sollevate per lo spostamento del partito a sinistra. "Tutti coloro che sono andati alle primarie – ha aggiunto – si augurano una sorpresa positiva". Le sue riflessioni sul futuro del Pd dunque, non devono essere interpretate come "una dichiarazione di sfiducia, anzi, sono il riconoscimento di un carattere di serietà e affidabilità per poter governare il partito democratico". Francesco Rutelli si spinge anche oltre e fa alcune previsioni sul "rapporto del Pd con le sinistre sparse: si riunificheranno. E probabilmente e’ utile che avvenga". Le altre previsioni dell’ex ministro riguardano i rischi che si trovera’ ad affrontare il neo-segretario Bersani e che riguardano soprattutto l’atteggiamento di Di Pietro. "Di Pietro dirà che lui è l’unica vera opposizione – ha concluso Rutelli – ci ritroveremo con un’opposizione, una minoranza, che si occupera’ soprattutto di fare le bucce al suo principale alleato".

     Buttiglione”Rutelli faccia il grande centro con noi. "Benvenuto a Rutelli. Non gli chiediamo di entrare nell’Udc, che già esiste, ma di fare con noi un partito nuovo e più grande", la Costituente di Centro. L’invito arriva dal presidente dell’Udc Rocco Buttiglione, secondo cui "la vittoria di Bersani sposta a sinistra l’asse del Pd e quindi, inevitabilmente, mette in libertà energie di centro, che sono prigioniere della costruzione prodiana".
     "Non penso che sarà solo Rutelli ad aderire a questo progetto, né credo che vi aderiranno esclusivamente politici del Pd", dice Buttiglione in un’intervista a Libero. "Anche nel Pdl quelli che fanno politica seriamente faticano a rimanere in un partito in cui Berlusconi è il numero uno e tutti gli altri sono nessuno, in cui gli passano davanti persone con meno meriti di loro ma più vicine al capo".

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