Il 14 aprile 2008, in Italia, avviene un fatto nuovo nei palazzi della politica: Berlusconi, non solo stravince le elezioni politiche, ma nel nuovo Parlamento non entreranno Rifondazione, Comunisti Italiani, Socialisti boselliani, la Sinistra Arcobaleno e la sinistra critica. Una vera e propria debacle. Una rivoluzione politica, insomma. Berlusconi, stando ai risultati, prende con Lega Nord, Alleanza Nazionale e il siciliano Lombardo, ben 17 milioni di voti che corrispondono al 46,8% e, il suo rivale del PD, Veltroni, insieme a Antonio Di Pietro, solo 13 milioni e 686 mila voti pari al 37,5% dei consensi. Berlusconi, quindi, non solo avrà una maggioranza ampia, stabile e duratura per governare, ma dovrà restare a Palazzo Chigi per cinque anni. E, questo fatto, toglie il sonno a molti politici fra i quali De Benedetti (tessera n. 1 del PD), Massimo D’Alema, Violante, Mancino, Antonio Di Pietro e le famose toghe rosse quelle, per intenderci, collegate alla Associazione nazionale magistrati come più volte ha detto il ministro Brunetta che fanno della giustizia un uso politico.
Il 7 giugno 2009, un anno dopo, Berlusconi alle Europee guadagna il 35% e 29 seggi, il PD il 26,13% e 21 seggi e Antonio Di Pietro l’8% con 7 seggi. Ma, un mese prima delle Europee, scatta il famoso piano X di dieci punti per rovesciare il premier. E’ la moglie Veronica Bartolini, detta Lario, a farlo scattare.
Ma vediamolo questo piano.
1) Il 28 aprile Veronica chiama l’Ansa e mette per iscritto una email contro il premier che è suo marito. "Voglio che sia chiaro – spiega – che io e i miei figli siamo vittime e non complici di questa situazione. Dobbiamo subirla e ci fa soffrire". Alla domanda su cosa pensa del ruolo delle donne in politica, alla luce delle polemiche di queste ore, Veronica Lario risponde: "Per fortuna da tempo c’è un futuro al femminile sia nell’imprenditoria che nella politica e questa è una realtà globale. C’è stata la Thatcher e oggi abbiamo la Merkel, giusto per citare alcune donne, per potere dire che esiste una carriera politica al femminile". "In Italia – aggiunge la moglie del presidente del Consiglio – la storia va da Nilde Jotti e prosegue con la Prestigiacomo. Le donne oggi sono e possono essere più belle; e che ci siano belle donne anche nella politica non è un merito nè un demerito. Ma quello che emerge oggi attraverso il paravento delle curve e della bellezza femminile, e che è ancora più grave, è la sfrontatezza e la mancanza di ritegno del potere che offende la credibilità di tutte e questo va contro le donne in genere e soprattutto contro quelle che sono state sempre in prima linea e che ancora lo sono a tutela dei loro diritti". "Qualcuno – osserva Veronica Lario – ha scritto che tutto questo è a sostegno del divertimento dell’imperatore. Condivido: quello che emerge dai giornali è un ciarpame senza pudore, tutto in nome del potere".
2) Altro pesantissimo attacco della signora bolognese (che sia post comunista col portafoglio a destra la signora?) contro Berlusconi è la partecipazione ad una festa di suo marito in un locale pubblico per festeggiare una certa Noemi di Casoria (NA) che compie 18 anni e lo chiama Papi come tante altre ragazze. Mio marito – dirà la Bartolini – è malato e frequenta minorenni.
3) Poi, Cossiga, sempre bene informato, ci comunica che la signora Bartolini vuole 1 miliardo di euro per il divorzio (2.000 miliardi delle vecchie lire) e, aggiunge, il Senatore a vita, che il premier non le darà neanche un euro. Ci sono gli scatti di Villa Certosa in Sardegna del fotografo Zuncheddu che dichiara che ne possiede centinaia di foto rubate che riprendono il premier, molte donne, e ospiti vari. tutto in spregio alla privacy. Zuncheddu viene denunciato e minaccia di pubblicare i suoi scatti sui giornali europei. D’Alema, o "mezzo Stalin" (come lo definisce il buon Achille Occhetto), il capo indiscusso del PD, quello della barca a vela di 18 mq, quello dell’appartamento in affitto di un ente pubblico a Roma a prezzi stracciati, quello della scalata alla BNL tramite Unipol, annuncia l’imminente arrivo di scosse telluriche in Puglia dove c’è, guarda caso, Tarantini amico e procuratore di escort a Berlusconi. Ma le scosse telluriche non toccano Berlusconi perchè la Procura di Bari definisce i suoi comportamenti non penalmente rilevanti. Ma poi Tarantini verrà realmente arrestato per droga. D’Alema, a casa sua, per caso, ha un turbante e una sfera di cristallo, o c’è qualche toga rossa che lo informa scorrettamente sulle indagini in corso?
4) La stampa italiana è scatenata. Per 4 mesi Repubblica, l’Unità, Espresso, Corriere, il Sole 24 ore e, da pochi giorni, Il Fatto, attaccano senza pietà il premier di fatto delegittimandolo.
5) La stampa estera. In Europa sono molti i quotidiani del signor Murdoch (ma non solo) che attaccano Berlusconi, i suoi costumi sessuali, le escort, e il suo governo. La sua immagine ne esce a pezzi, è gravemente appannata.
6) Berlusconi resiste, bisogna dargli la mazzata finale. Chi meglio dell’ex maoista sessantottino di Servire il popolo, Michele Santoro, da Salerno può azzopparlo? E don Michele lo fa volentieri sia perchè è una prima donna che non è secondo a nessuno, poi gli piace fare politica faziosa e strumentale col mezzo televisivo e con lo stipendio da 800 mila euro l’anno pagato dai contribuenti e, infine, perchè nel suo DNA ha un odio politico viscerale verso la destra e i suoi esponenti che li mette alla berlina urlando, mistificando, tendendo trappole, facendo accostamenti arbitrari, e usando la clava. E la nuova trasmissione Annozero manda in onda di tutto: prostitute, ragazze, Travaglio che parla delle escort che procura Giampy Tarantini al premier, il giornalista Bocca che afferma di avere paura a stare in Italia, (però non se ne va mai dal paese di Bengodi descritto da Boccaccio nel Decamerone) della crisi delle aziende per dare addosso al premier, e di Renato Brunetta indicato al pubblico ludibrio come il nuovo nemico numero 1 della sinistra italiana perché vuole combattere i parassiti che vivono di rendita in Italia.
7) La sentenza Mondadori: Berlusconi viene condannato a pagare 750 milioni di euro a De Benedetti. Il PM in origine era la Boccassini e il giudice è Mesiano il quale nonostante avesse chiesto il trasferimento h preferito restare scrivere la sentenza Mondadori. Anche se il premier ha fatto ricorso e chiederà la sospensiva. In ogni caso 750 milioni di euro nei bilanci di Mediaset, Mediolanum, il Giornale, Panorama, PDL, Milan, Teatro Manzoni, e la Dolcedrago spa che controlla tutti i beni immobili del Cavaliere, si fanno sentire.
8)il Lodo Alfano che nell’esercizio delle loro funzioni (ma questo non lo scrive nessuno ndr) prevede che le alte cariche dello stato non possano essere processate. Un’altra mazzata in quanto Berlusconi ha dei processi in corso sia pure non di grande rilevanza. Ma Di Pietro, che non dice una parola sui suoi numerosi immobili di sua proprietà, (prima di entrare in politica era povero in canna) esulta.
9) Santoro vuole riprendere il vecchio filone della mafia con il suo sodale Travaglio per dare il colpo mortale a Berlusconi. Allora in Tv vedremo il figlio minore di Ciancimino, la scheda , anzi il profilo penale di Dell’Utri, come lo chiama Travaglio, e vedremo gli amici e conoscenti dello stalliere di Arcore tale Mangano.
10) Berlusconi è cotto. Si dimette. E’ questione di giorni. E’ pronto il governissimo guidato da Montezemolo, il governo istituzionale guidato da Fini o un governo di transizione guidato da Casini. Quelli guidati da Letta o Tremonti per ora non sono previsti da Napolitano.
La scacco matto al re in dieci punti è stato compiuto e realizzato a tavolino. Complici d’Alema, Di Pietro, De Benedetti (quello che è recentemente diventato cittadino svizzero anche se ha la tessera n. 1 del PD ma dichiara, al riguardo, che non l’ha fatto per soldi. E allora poteva restare cittadino ebreo ma di nazionalità italiana, ma non svizzera, perché la cosa, se permette, ci puzza! Concludo. Berlusconi ha uno staff di consiglieri politici (Letta, Scajola, Bonaiuti, Cicchitto, Bondi, Schifani, ecc.). Ma che ci stanno a fare a Palazzo Grazioli in Roma o ad Arcore? Ora, il loro capo politico, è finito politicamente anche se ha sette vite come i gatti e può sempre risorgere esattamente come il vecchio Amintore Fanfani della DC.
Può durare ancora qualche mese. Ma il piano X aperto da Veronica Bartolini che ha legami intensi con Repubblica (strana coincidenza Ezio Mauro, no?) è scattato e ha funzionato come un orologio. Ormai il premier deve salvare il salvabile, perché è troppo tardi. Egli è stato travolto dagli avvenimenti e ha reagito solo dopo un anno e mezzo. All’estero è impresentabile. Basta vedere la Merkel e la Obama come lo trattano. I quotidiani stranieri lo vedono come un vecchio imprenditore e politico edonista e libertino attorniato da belle donne e con tanto denaro. E la politica che e ‘ il suo giocattolo. Peccato.
Nel 1994 Berlusconi aveva cominciato bene, ma le toghe rosse, i comunisti e alcuni FARABUTTI l’hanno via via consumato e logorato. Ce la farà, il Nostro, a governare ancora altri quattro anni? Per me no. E’ un’impresa ardua, difficile e impossibile. Allora gli do’ un consiglio (gratis) e disinteressato che farebbe impazzire De Benedetti, D’Alema Di Pietro, Santoro, Travaglio e le toghe rosse. Designare come suo successore, il Prof. Renato Brunetta, veneziano, economista, e ministro della Pubblica Amministrazione. I Formigoni, i Fini, i Casini, i Tremonti, i Montezemolo, e i Letta non possono competere con l’intelligenza, la popolarità, il coraggio e la bravura di Brunetta. Ed è la miglior vendetta che il Cavaliere può fare verso i suoi acerrimi nemici politici che lo hanno già massacrato e delegittimato con il piano X fatto da 10 punti scattato un mese prima delle Europee.


lunedì 12 ottobre 2009 alle 13:40
Il solito teorema del complotto. Tutta la discussione si risolve in “complotto” a destra e “regime” a sinistra. Un po’ poco.